Aumentare gli iscritti alla newsletter

Aumentare gli iscritti alla newsletter: strategie, consigli e strumento

L’email marketing è un ottimo canale per fidelizzare i lettori e aumentare il traffico verso il blog. Si, anche per vendere ma ora voglio concentrarmi sulla base: come aumentare gli iscritti alla newsletter.

Ho diviso l’articolo in 3 parti: caratteristiche tecniche del form di iscrizione, strumento per creare il form e strategie per aumentare gli iscritti.

 

Caratteristiche tecniche di un form.

A) Possibili posizioni del form:
- barra orizzontale in alto fissa in ogni pagina
- fine articolo
- widget in right sidebar
- popup che appare dopo un tot di secondi dal caricamento della pagina
- widget nel footer
B) Non chiedere troppe info:
- nome
- email
- eventualmente la lista degli argomenti per profilare i gusti dei contatti.
- diciture legali con relativa casella da flaggare.
C) Call to action: non invitare semplicemente il lettore a registrarsi. Elenca i vantaggi. Comunicazione accattivante e persuasiva ed eventualmente una freccia (per attirare l’attenzione) ma non troppo appariscente.
D) Specifica la frequenza delle comunicazioni (1 volta a settimana è già tanto)
E) Rassicura: no spam e l’email non verrà ceduta a terzi.
F) Confermare la veridicità dell’email con il doppio opt-in. In pratica l’utente deve confermare l’iscrizione cliccando sul link presente nell’email ricevuta sulla propria casella di posta.

“Gioca” sui vantaggi, attenzione e curiosità della gente.

 

Quale strumento usare per creare il form e gestire i contatti/newsletter.

Per iniziare puoi utilizzare la versione gratuita di Mailchimp. Lo strumento ti permette di generare un form html da inserire sul tuo sito web o direttamente una pagina html ospitata sui server del servizio. In pratica puoi inserire semplicemente l’url nel menu del tuo blog o immagine linkabile in sidebar.

 

Come aumentare gli iscritti della newsletter?

1) Offri in cambio qualcosa di valore: ebook, report, template ecc
2) Social: chiedilo apertamente ai fan di iscriversi alla newsletter. Installa un tab nella fan page oppure utilizza gli strumenti woobox per raccimolare email (nelle condizioni di utilizzo specifica al fan la ricezione di future newsletter).
3) Contest: i concorsi creano un alto engagement soprattutto sui social. Trova strategie per raccimolare email dei partecipanti attraverso un form.
4) Buoni contenuti: se un contenuto è stato utile, di valore e qualità il lettore non vorrà perdersi nessun articolo futuro.
5) Area riservata dove poter scaricare contenuti di valore.
6) Webinar gratuiti: altro sistema per aumentare gli iscritti alla newsletter e invitare i lettori a registrarsi per ricevere info sui prossimi webinar.

 

Strategie per brand.

1) Landing Page: facebook ads e google adwords per indirizzare traffico verso landing page dove richiedere dati e ovviamente email.
2) Offline. Al momento del pagamento il cassiere può invitare il cliente a rilasciare il proprio indirizzo internet per ricevere sconti e promozioni direttamente sull’ email.

 

Prima di salutarti ti lascio con il prezioso articolo “Realizzare newsletter: struttura tipo, consigli e accorgimenti”. Spero ti sia utile!

Hai altri modi per aumentare una lista contatti? Fammelo sapere con un commento qui sotto o suoi miei canali social..

Caro freelance, ecco 10 consigli per trovare nuovi clienti

Caro freelance, ecco 10 consigli per trovare nuovi clienti

Trovare nuovi clienti, è forse, uno dei problemi principali per chi ha deciso di intraprendere la strada del freelance. Di seguito i miei 10 consigli. Spero ti siano utili! ^_^

 

1) Blog.

Partiamo da zero. Il curriculum del freelance è il blog. Un mezzo per dimostrare le proprie competenze, essere trovato via motori di ricerca, un canale per creare e coltivare relazioni.

 

2) Attivo sui canali social.

La visibilità su google non basta! Bisogna essere attivi su ogni singolo social: facebook, linkedin, google+, twitter. Ogni canale offre la possibilità di conoscere colleghi del settore fino a creare relazioni durature e di fiducia e perchè no, essere coinvolti in progetti o scambi di clienti/pontenziali. Altro consiglio: cerca e sii attivo anche sui gruppi FB e g+ dedicati ai freelance.

 

3) Crea progetti e fatti coinvolgere.

Creare progetti personali significa anche conquistare una fetta di visibilità oltre che dimostrare come al solito le proprie competenze. Partecipa a progetti gratuiti ma allettanti. Evita di perdere tempo, un elemento sempre più prezioso per il freelance!

 

5) Registrarsi sui siti per freelance.

Registrati su siti affidabili dedicati ai freelance. Luoghi dove aziende e non, richiedono i servizi di un professionista. Un logo, un sito, gestione di fan page e tanto altro.

Di seguito i siti più famosi:
- https://www.freelancer.com/
- http://www.twago.it/
- http://www.link2me.it/

 

6) Vendere prodotti (ebook su amazon, temi wordpress su themeforest, webinar ecc).

Dopo aver acquisito una certa popolarità e fiducia, puoi finalmente investire in prodotti premium: libri, ebook, temi, webinar, corsi, podcast, video ecc. Insomma, un investimento che porta guadagni quasi automatico a lungo termine.

 

7) Partecipare agli eventi.

Non limitarti a coltivare relazioni solo online. Rafforza le amicizie anche offline, partecipando a meeting costruttivi o di semplice piacere. Ogni incontro sarà utile anche come scambio di idee, ispirazioni che nascono con il contatto diretto.

 

8) Brand Identity.

Personalizza, dai un’identità al tuo stile, ciò che fai: biglietti da visita, gadget, t-shirt, grafica social, template doc progetti/clienti. Le persone devono ricordarsi di te anche per l’identità che hai costruito attorno al tuo nome.

 

9) Proponiti direttamente alle aziende/web agency.

Prova a fare la cosa più semplice: proporti direttamente alle aziende/web agency. Il mio consiglio è non presentarsi con il solito curriculum in formato europeo. Sii creativo. Sei un grafico? Crea un’infografica accattivante. Sei un web designer? Sviluppa un sito che parli di te. Esci dal coro, sii diverso e originale.

 

10) Diventa un punto di riferimento.

Diventare influencers non è semplice. Sappi che oltre le qualità personali/professionali bisogna fare tanti sacrifici, avere pazienza, saper prendere le decisioni giuste. Ti consiglio di scaricare il mio ebook: “Influencer: chi è, come diventarlo e come scovarlo”.

Questi sono i miei consigli per te. Ne hai altri?

diventare Social Media Manager

Raccolta di 40 post e bonus per diventare Social Media Manager

Attenzione: la mia non è una guida definitiva per diventare Social Media Manager ma una serie post che possono aiutarti a fornirti i principi base dei social, strumenti, meccanismi e altri elementi utili.

 

Poco tempo fa ho pubblicato un articolo molto ironico “Finalmente la guida definitiva del social media marketer di successo”.

Spinto dal profondo rimorso che mi corrode l’anima da allora (che esagerato!) ho deciso di rimediare segnalandoti i miei 40 articoli (seri) dedicati al “social media coso” più dei preziosi bonus.

Prima di andare avanti ti consiglio di leggere “Cosa ti serve per iniziare a lavorare sui social media

Perfetto. Non voglio “allungare il brodo” come si suol dire. Di seguito la lunga lista. Rimango a disposizione per chiarimenti.

Cominciamo:

 

Facebook:

1) Acquistare fan: 6 motivi per non farlo

2) 14+ modi per aumentare i fan di una pagina facebook

3) Conquista i fan come se volessi far colpo su una ragazza

4) Facebook per vendere? No, fai branding!

5) Come aumentare le condivisioni su facebook

6) I limiti dei canali social, li conosci proprio tutti?

7) Lista tipi di post facebook da pubblicare sulla fan page e creare engagement

8) Guida ai contest facebook: piano, strumenti, consigli e strategie

9) Quando pubblicare un post su facebook: non è alle ore 15

10) Guida Coupon Woobox: ottimo strumento di social marketing

11) Le 12 convinzioni sbagliate su facebook: miti da sfatare

12) Che cos’è l’engagement, come si misura e come crearlo

13) Hai impostato una netiquette per la tua fan page? Il mio modello

 

Community Manager:

14) INFOGRAFICA: caratteristiche di un community manager

15) I 16 errori del community manager e come dovrebbe essere

16) Ebook. Crisis management di Pennamontata

17) Gli attrezzi del professionista dei social media

18) Principi e obiettivi di ogni canale social

19) Come organizzarsi per gestire i canali social già avviati del tuo nuovo cliente

20) hashtag: che cos’è, potenzialità, come utilizzarlo al meglio e strumenti

 

Utility:

21) 30+ siti dove scaricare gratuitamente foto, vettoriali e psd per social, blog e presentazioni

22) Raccolta delle dimensioni degli elementi grafici dei canali social [Maggio 2014]

23) Un modello di analisi per il Social Media ROI. Ebook di Paolo Ratto

24) 9 strumenti per fondere il tuo blog con i canali social

25) Raccolta di plugin, badge profile, button share per ogni canale social

 

Altri social:

26) Perchè dovresti usare google plus: i miei 16 buoni motivi

27) Gli 8 punti della struttura di un post efficace su Google Plus

28) Come attivare Twitter Analytics in 3 semplici passaggi

29) Come attivare pinterest analytics in 1 minuto

30) Consigli e strategie per il tuo brand su Instagram

31) 9 modi per instaurare connessioni con utenti linkedin

32) Guida Pinterest: come utilizzarlo per il tuo brand e come ottimizzare le foto

 

Social Media Marketing:

33) Perchè un’azienda dovrebbe investire nel social media marketing?

34) Come scegliere il giusto canale social per un brand

35) Cosa ti serve per iniziare a lavorare sui social media

36) Se il prodotto è scarso è meglio non investire sui social

37) Social Media Marketing per il punto vendita: consigli e strategie

38) Perchè gli utenti condividono contenuti sui social network?

49) Il lavoro del professionista social spiegato ad amici e parenti

40) Perchè il cross posting è da evitare come la peste: 4 motivi

 

Bonus:

- Dati statistici sui social media: lista di siti da consultare
- Raccolta di social media tools

 

In conclusione

Raccolta molto ricca non è vero? Serviti pure! Spero ti sia utile. E’ un inizio!

Fammi sapere quale articolo ti è piaciuto di più e se hai dei dubbi o desideri approfondire sei liberissimo di lasciare un commento qui sotto o di contattarmi sui miei canali social ;-)

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Plugin wordpress di social metrics

Plugin wordpress di social metrics per tracciare la popolarità dei tuoi post

Qual è l’articolo del tuo blog più condiviso e su quale canale social? Oppure semplicemente l’articolo meno apprezzato? Per conoscere le risposte hai bisogno di plugin wordpress di social metrics.

 

Quali sono i fattori che spingono un lettore a condividere un articolo rispetto a un altro?

- qualità articolo (titolo, cover, corpo, call to action per invitare a usare i bottoni social).
- argomento (molto o poco affrontato).
- su quali gruppi di nicchia tu, autore, condividi il post.
- giorno di condivisione sui social.
- altri mezzi usati per promuovere l’articolo.
- se hai condiviso l’articolo una seconda volta dopo diversi mesi.

Come puoi ben notare gioca un fattore importante la promozione del post. Come, dove e quando promuovi il post.

Ho trovato più di 10 plugin wordpress di social metrics/analytics. Alcuni complicati da configurare, altri non funzionano correttamente, altri troppo obsoleti, altri ancora bisogna addirittura registrarsi al servizio.

Vediamo quelli testati appositamente per te.

IMPORTANTE: non mi assumo nessuna responsabilità in caso di malfunzionamento del tuo amato wordpress.

 

Plugin wordpress social metrics FREE

1) Social Metrics Tracker. Compatibile fino alla 4.0, aggiornato al 17 ottobre 2014 e scaricato 3,154 volte.

E’ dotato di un solo filtro (visualizza i risultati entro 1, 3, 6,12 mesi o tutti) e mostra per ogni singolo articolo il totale degli share, per singolo canale e % rispetto agli altri canali con tanto di contatore commenti. Possibilità di scaricare un report via csv.

Configurazioni:
- analisi di post o pagine
- possibilità di attivare un  widget nella dashboard di wp-admin
- periodo aggiornamento automatico statistiche
- ordinare i risultati per: più condivisi, per data, più commentati.
- funzioni di debug.

Nota: non riporta il totale delle condivisioni complessive di tutti gli articoli.

 social metrics tracker

Click per ingrandire

 

 

2) Wp Social Stats è aggiornato al 3 marzo 2014, compatibile fino alla versione 3.8.3 di wordpress e scaricato 8,218 volte. Testato personalmente fino alla 3.9.2.

E’ molto semplice da usare e configurare. Traccia gli articoli/pagine condivisi su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest, Linkedin, Stumbleupon.

L’unica impostazione è abilitare o meno l’aggiornamento automatico giornaliero del conteggio.

E’ dotato di diversi filtri quali: mostrare i risultati solo dei post o pagine, per tutte o singola categoria, un determinato mese e risultati per pagina (10 o 25).

Clicca su “update stats manually” (“aggiorna statistiche manualmente” in alto a sinistra) per sapere in tempo reale quali sono gli articoli più condivisi e su quali social. Infine, cliccando sulla freccia accanto al nome del canale (nome colonna) in tabella, puoi cambiare ordinamento (cres/decres).

La tabella mostra:
- il totale delle condivisioni di tutti gli articoli su un determinato canale.
- il totale di tutte le condivisioni su tutti i canali degli articoli pubblicati.

Nota: non è possibile scaricare un csv per un eventuale report.

 

wp social stats

Click per ingrandire

 

 

Plugin wordpress social metrics PREMIUM

3) Easy Social Metrics Pro for WordPress 28$ (circa 18 euro) è il più completo plugin wordpress di Social Metrics e consente di monitorare i contenuti sui principali social network.

Compatibile fino a wordpress 4.0 supporta:

- Facebook
- Google+
- Twitter
- LinkedIn
- StumbleUpon
- Pinterest
- Reddit
- Vkontakte
- Odnoklassniki
- ManageWP.org
- Xing
- Buffer

Facile da installare, monitora qualsiasi tipo di contenuto, raccoglie i dati automaticamente (o manualmente in qualsiasi momento) presentandoli con grafici dettagliati e tabelle colorate.

La potente dashboard di reporting consente di accedere a tutte le informazioni in un batter d’occhio:

- presenza sui social media con informazioni dettagliate + l’opzione per filtrare e ordinare.
- dettagli pagine / post per periodo, date e reti sociali.
- una semplice dashboard per visualizzare l’andamento della presenza sociale giornaliera.

Requisiti:
- WordPress 3.8+
- cURL library
- WP Cron Jobs (per automatizzare il refresh)

Screen qui.

Demo qui (login: demo – pass: demo).

 

Easy Social Metrics Pro for WordPress

 

Tu ne conosci altri? Segnalamelo con un commento e sarò felice di testarlo ^_^

investire sui social

Meglio non investire sui social se il prodotto è scarso

Ormai ogni azienda desidera investire sui social ma a quanto pare molte solo per aumentare il fatturato o peggio: cercare di uscire dal tunnel dei debiti. La crisi!

Diverse sono le domande che pongo al potenziale cliente con molta tranquillità e serenità ma quella più cruda, seria e imbarazzante è: “com’è la qualità del prodotto venduto e l’assistenza?”

In un attimo spengo l’entusiamo di chi ho di fronte. Uccido probabilmente la sua ultima speranza, un fantastico mondo magico (facebook) si frantuma in mille pezzi tipo come uno specchio che con effetto slowmotion cade sul pavimento.

Si, la mia crudeltà ha distrutto molte speranze ma preferisco essere sincero, onesto, trasparente e non dare false speranze.

Non vedo segni di vita e continuo dicendo: “se la qualità è scarsa, sappi che i social possono danneggiare (ulteriormente) la reputazione del brand fino a dare il colpo di grazia. Insomma, l’effetto contrario di quello desiderato!”.

Potrei benissimo convincerlo a usare i social nonostante tutto e guadagnare denaro ma poi gli obiettivi non verranno raggiunti (peggiorando la reputation) e la colpa sarà addossata al sottoscritto perchè non ho saputo lavorare e non perchè i prodotti sono di scarsa qualità.

Il mio consiglio è:

Leggi il mio articolo:”Facebook per vendere? No, fai branding!“.

Diffida da chi ti dirà con convinzione che i social possono aiutarti ad affrontare e uscire dalla crisi, se poi la cosa più importante non soddisfa i bisogni dei clienti: il prodotto.

In pratica sfrutterai facebook (per es.) per dire quanto sono scarsi i tuoi prodotti ad un vasto pubblico e ad una velocità pazzesca. Un suicidio..!

 

A te la parola:

Cosa ne pensi? Al mio posto come affronteresti una situazione del genere? Parliamone nel form commenti:

Perchè è così importante fare un piano contenuti

Perchè è così importante fare un piano contenuti, progettazione, social, marketing

Che tu debba gestire un canale social, un blog, creare un sito web o strategia marketing devi fare un piano contenuti/progettazione/social/marketing.

Perchè è così importante?

 

1) Ti permette di avere le idee più chiare.

Se non hai le idee chiare come fai a sapere cosa devi fare? Come muoverti?

Un piano è suddiviso generalmente in:
- obiettivi (semplici, chiari, misurabili, fattibili).
- team (persone preparate con ruoli specifici e obiettivi stampati nella mente).
- strumenti (tool da usare. Disponibili e da acquistare).
- concorrenti.
- tempo (su linea temporale).
- target e mercato (i destinatari del progetto).
- analisi swot (punti forti, punti deboli, opportunità e minacce).
- tipo di comunicazione.
- promozione (on/offline).
- budget disponibile e da investire.
- ecc

In base al mezzo, i punti successivi cambiano.

Prendo in esempio un piano social. Per prima cosa devi scegliere il giusto canale. Controllare integrazione sito/blog/newsletter/ecc con i social, ottimizzare gli elementi grafici, bio (e tab), analizzare gli insights e i singoli contenuti e alla fine realizzare un content plan per sapere di cosa e quando (giorno e ora) parlare di un determinato argomento.

 

2) Ti permette di organizzare il tuo tempo.

e sicuramente non starai dedicando le tue energie solo su un progetto/cliente. Un piano ben fatto ti permetterà di organizzare il prezioso tempo tra le tante attività. Lavorare nel buio giorno dopo giorno è non solo stressante ma ti farà perdere molto tempo. Meglio organizzarsi prima e seguire una linea continua.

 

3) Ti permette di capire a che punto sei e come cambiare rotta.

Sai cosa fare ma è importante capire a che punto sei rispetto alla fine. Se bisogna cambiare rotta puoi migliorare le attività previste con molta velocità o semplicemente quando hai la sensazione di andare incontro a situazioni critiche.

 

4) Ti permette di organizzare il team.

Un piano ti permette di avere le idee chiare e di organizzare il tutto, ma anche ogni singolo membro dovrà sapere cosa fare, a che punto si trova il progetto e progresso delle attività dei colleghi.

 

5) Perfetta sincronia con il cliente.

Il cliente deve sapere quali azioni giornaliere stai per intraprendere. Un piano aiuta a collegare facilmente le tue attività da freelance/agenzia con le strategie/azioni del brand.

 

In conclusione:

Hai bisogno di un piano per raggiungere i tuoi obiettivi. Permette di avere le idee ben chiare, organizzare le singole attività, gestisce perfettamente il tuo tempo e con le persone coinvolte, diminuendo le possibilità di fallimento.

 

Sei d’accordo con me?

Come riconoscere una buona web agency

Come riconoscere una buona web agency (prima di chiedere consulenza)

Un potenziale cliente ti chiede una consulenza. Ti parla della sua attività, quali obiettivi vorrebbe raggiungere ma soprattutto della pessima esperienza avuta con la precedente web agency. In quel momento capisci subito varie cose:

1) ha un pò paura di affidarsi agli altri.
2) diffida della potenza del VERO marketing (deluso dalle tante promesse non mantenute).
3) non ha più soldi da investire perchè spennato vivo dal tuo “collega”.

Il tizio alla fine si ritrova con: un sito brutto, comunicazione indecente, usabilità pietosa, SEO inesistente, canali social con pochi fan e gestita male ma soprattutto budget zero! Quanto crede nel suo progetto? Ben poco ormai!

Il “fesso” e perdonami per l’offesa, che ci va di mezzo, sei tu. Ti ritroverai a lavorare con un povero cliente con budget limitatissimo (es: niente soldi da investire in ads per risollevare la fan page) e dovresti sistemare le cavolate create dalla web agency precedente o peggio: abbandonare il progetto a se stesso perchè giustamente non ne vale la pena lavorarci su. Non fai beneficenza.

A me dispiace moltissimo per queste situazioni così frequenti. Io personalmente molto spesso ho dovuto rinunciare a lavori del genere. Non voglio prendere in giro il cliente deluso ma soprattutto dargli il colpo di grazia prendendo i suoi ultimi spiccioli.

Fin dove posso cerco di aiutarlo gratuitamente ma io Michelangelo Giannino fondatore di Fusion Lab09 non posso sostituire una web agency.

Vediamo quindi come riconoscere una buona web agency (prima di chiedere consulenza).

 

1) Portfolio.

E’ la prima sezione da analizzare scrupolosamente. Chi sono i clienti e la qualità dei prodotti venduti. Ogni singolo progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati?

 

2) Contenuti sito.

I contenuti sono chiari, creativi, semplici (senza paroloni tecnici), descrittivi e danno quel senso di trasparenza e umanità?

 

3) Team.

Sappi che una web agency a 360° non è composta da 2-3 persone. Esistono tantissime figure professionali, ognuna con il proprio ruolo. Ognuno altamente qualificato. Il tuttologo è da evitare assolutamente.

 

4) “Come lavoriamo”.

Di solito dovresti trovare una sezione dedicata al “come lavoriamo”. In pratica mostra i vari passaggi da seguire per soddisfare si, i bisogni del brand, ma soprattutto quelli dei suoi clienti.

Per un sito web di solito sono:

- Fase 1. Ascoltare il cliente per conoscere: brand e relativa storia, prodotti/servizi, problematiche, target, bisogni del mercato ecc.

- Fase 2. Presentazione preventivo + firma contratto.

- Fase 3. Briefing.

- Fase 4. Contenuti e progettazione (bozze da mostrare al cliente prima di avviare i lavori).

- Fase 5: Nascita sito.

- Fase 6: Test generale, parere cliente e formazione (quasi sempre viene offerto un cms open source o proprietario).

Una buona web agency offre anche un supporto periodico e non abbandona il cliente con il suo nuovo cms fiammante.

 

5) Blog.

Un blog è utile per capire la qualità professionale e umana dell’agenzia. Gli articoli rafforzano non solo la presenza sui motori di ricerca ma ispirano fiducia ai potenziali clienti.

 

6) Testimonial.

Sinceramente non credo molto in questa “strategia”. L’agenzia può benissimo inventarsi testimonianze e usare foto di amici e parenti. Tanto, nessuno va a controllare la veridicità delle informazioni. Trova comunque modi per certificare la qualità delle testimonianze dei brand clienti.

 

7) Grafica sito.

Il sito stesso dell’agenzia dovrebbe essere un biglietto da visita, ispirare fiducia. Attenzione però, non generalizziamo. Un sito può essere non molto accattivante ma offrire comunque ottimi servizi. Però un buon sito fa la sua figura.

 

8) Il cliente è la cosa più importante.

La web agency sta attenta ai suoi bisogni, cura ogni minimo dettaglio dell’incontro, lo fa sentire al proprio agio e cerca di dimostrare la qualità dei servizi offerti attraverso particolari.

 

9) Garantisce risultati eccezionali in poco tempo?

Mai dare nulla per scontato senza conoscere il brand/obiettivi a meno che non sei una web agency di fama eccezionale con clienti internazionali. Tutti posso garantire dei risultati, ma quanti sanno mantenere le promesse? Un conto è vantarsi dei successi raggiunti (esperienza a fiumi), un conto è cercare di spennare quanto più possibile il cliente che alla domanda “mi avevi promessi risultati incredibili” risponderà: “il tuo brand è pessimo” oppure “hai pochi soldi da investire”.

 

10) Primo contatto.

Prova a contattare l’agenzia via form contatti. Riceverai una email automatica dopo qualche secondo con tanto di prezzario in allegato o un gentile invito per una consulenza gratuita in sede? Che senso ha inviare il prezzario base a qualsiasi potenziale cliente? Ognuno ha bisogno di un servizio/prodotto personalizzato.

 

Bonus:
Consigli su come potrebbe essere il sito di una web agency

Come riconoscere una buona web agency secondo te? Oppure raccontami le tue brutte esperienze, potrebbero essere utili agli altri.